Il Digiuno: benefici e luoghi comuni

Che cosa intende per digiuno?  Il termine digiuno si presta a varie interpretazioni.
Il digiuno vero è quello durante il quale si ingeriscono ad acqua e leggere tisane: tutto il cibo di cui  necessitiamo ce l’abbiamo dentro. Quindi zuccheri, proteine, grassi, vitamine, sali minerali li abbiamo già dentro di noi.  E per questo, nei giorni di dieta digiunante, ci nutriamo delle riserve messe da parte dal nostro corpo nel corso del tempo.

Poi esistono altre tipologie di digiuni, che sono un po’ diversi e che non dovrebbero essere chiamati genericamente “digiuno” perché, per la precisione, sono delle restrizioni caloriche: sono i Digiuni intermittenti, come per esempio quello di Valter Longo, famoso in tutto il mondo per gli studi fatti su digiuno intermittente.
Velocemente possiamo sintetizzare la proposta di Valter Longo dei cinque giorni al mese di restrizione calorica: 5 giorni al mese per tre mesi di restrizione calorica con un tipo di nutrizione estremamente sana, una dieta che che imita il digiuno o dieta mima digiuno. Si usa la parola digiuno ma in realtà è una restrizione calorica molto sana, tanto è vero che ha dimostrato che con questa restrizione calorica migliorano tutti i parametri pro-infiammatori.

Cosa sono i parametri pro-inflammatori?
Sono quei parametri ematici, quei parametri che si analizzano quando uno fa le analisi del sangue che indicano se c’è un’infiammazione in corso (la VES, la PCR la proteina C reattiva, l’omocisteina,  il fattore di crescita IGF-1, LDL …) .  Non va mai dimenticato, che l
‘infiammazione è spesso la madre delle malattie gravi.

Esistono poi i cosiddetti Digiuni attenuati: sono quelli a base di estratti di succhi
Questo è un altro tipo di digiuni impropri, in quanto restrizioni caloriche,  ma sono tutte cose che fanno bene sia quelli intermittenti, sia quelli attenuati con succhi e bevande liquidi come gli estratti che vanno molto di moda negli ultimi anni.

Affrontando un periodo di digiuno disintissicante  si possono avere problemi?  L’umore resta stabile o si va incontro a delle crisi, a delle controindicazioni?
La risposta ad un digiuno è estremamente soggettiva, quindi la risposta corretta è: Dipende.
Comunque, va detto, che la maggior parte delle persone che sono a digiuno sperimenta quasi uno stato di Stato di Grazia.  In rari casi, per due o tre giorni l’umore cala, per colpa non del digiuno ma delle tossine che buttiamo via.

Quindi, le persone che, per pochissimi giorni, potrebbero avere un abbattimento dell’umore, sono quelle che sono troppo pieno di tossine.
Lo stesso vale per i disturbi fisici, una piccola parte delle persone, nei primi giorni può sperimentare ad esempio il mal di testamal di schiena, qualche dolore muscolareun po’ d’insonnia perché nella notte non si innesca la fase del sonno in quanto ci sono troppe tossine e per questo sistema nervoso simpatico, l’adrenalina ed il cortisolo restano alti anche di notte e quindi qualcuno non dorme perfettamente.

Quindi non è il digiuno che provoca quei rari fastidi, ma è il carico di tossine che stiamo eliminando.
Ma se il digiuno terapeuta è esperto e competente, le persone che segue nella maggioranza dei casi, sperimentano uno stato di ritrovato benessere.

Che cosa sono le tossine?
Le tossine sono una cosa estremamente importante da capire, si dividono in due tipi:
Ci sono quelle che vengono dall’esterno che chiamiamo esogene e quelle che vengono all’interno che noi chiamiamo endogene.

Quelle che vengono all’esterno (tossine endogene) sono più percepibili da parte di tutti, pensiamo a pesticidi, fertilizzanti, conservanti, coloranti, erbicidi, farmaci, sostanze chimiche, metalli pesanti, smog, fumo, ecc ecc.

Che cosa sono le tossine esogene?
Le endogene sono il carico più grande di tossine e sono lo spurgo, gli scarti del lavoro della cellula che fa giornalmente.
Noi siamo fatti di cellule il cui compito è quello di produrre calore ed energia. Questo è il compito della cellula che ci fa vivere, sviluppa calore ed energia e alla fine espelle gli scarti.
A ripulire il corpo da questi scarti, ci pensa sistema linfatico, il nostro spazzino.

Quando si cominciano accumulare le tossine, sia quelle esogene che quelle endogene, e non siamo in grado di spurgare a sufficienza, restano dentro il tessuto connettivo (habitat delle cellule).  E questo tessuto connettivo, quando ci sono troppe tossine, si acidifica, quindi va in acidosi.

Il termine medico moderno è acidosi metabolica che è la madre di tutte le malattie a partire da quelle autoimmuni.

In un digiuno, tutte queste scorie metaboliche, queste tossine,  dei nostri tessuti vengono spazzate via più velocemente.
Come detto in precedenza, i parametri importanti, che analizzano lo stato di acidosi, cioè lo stato di infiammazione, sono: Ves, PCR, omocisteina, IGF-1, LDL, Interleuchina-6

Quali altri effetti positivi ha il digiuno oltre a eliminare l’acidosi e l’infiammazione?
Un’altra importante valenza è quella di cambiare metabolismo della persona, nel senso che dal metabolismo basato sullo zucchero si passa ad un metabolismo particolarissimo che si chiama chetosi.

Che cos’è la chetosi? 
È quel del metabolismo che parte dal secondo/ terzo giorno di digiuno perché lo zucchero termina e siccome il nostro cervello si nutre di zucchero, l’organismo deve reperirlo in qualche altro modo. 
Fortunatamente, il nostro corpo, quando finisce lo zucchero, sfrutta gli scarti del grasso di riserva.
Nel grasso ci sono delle scorie metaboliche che si chiamano corpi chetonici e  sono tre: il più famoso è l’idrossibutirrato.

Questi questi scarti del grasso, questi acetoni, vengono trasformati in un super-zucchero per il cervello e in questo proteggono anche la massa magra della persona, perché il luogo comune del digiuno più gettonato è che una persona sottoposta a digiuno, perderebbe massa magra come i muscoli.

Questo non accade nel modo più assoluto perché il corpo è protetto dai corpi chetonici che sono trasformati in un super carburante, in un super zucchero  per il cervello,  migliore dello zucchero normale.

Che cosa succede durante la chetosi?
Una delle cose più importanti della chetosi è il fatto che le cellule tumorali, in uno stato di chetosi, non si riproducono.  Quindi, coadiuvando le terapie anticancro, Valter Longo ha dimostrato che se ci mettiamo pure un periodo di digiuno o di comunque di terapie chetogeniche (anche la dieta fatta solo a vegetali è chetogenica) addirittura si potenzia la chemioterapia in maniera esponenziale.

La chetosi quindi contrasta molto la carcinogenesi e la chetosi ha anche un’altra grande valenza di supporto nella cura delle malattie neurodegenerative come Parkinson e Alzheimer.

La terza grande valenza del digiuno è che si rinnovano le cellule staminali che  sono delle cellule totipotenti ad esempio del pancreas, del cervello, delle ossa.

Quali sono le persone che affrontano un percorso di digiunoterapia?
La frequenza maggiore è quella della persona che ha la sindrome metabolica, una  malattia caratterizzata da 5 patologie:

  • Colesterolo
  • Trigliceridi
  • Sovrappeso/Obesità
  • Diabete
  • Ipertensione

Basta incorrere in  due di queste cinque patologie e si ha la sindrome metabolica.

Il digiuno, nella sindrome metabolica, è particolarmente incisivo perché è in grado di spazzare via tutti e cinque, sempre che si continui a fare uno stile di vita sano, ma non punitivo.

Altre malattie il digiuno può essere un aiuto alla guarigione

Il digiuno non lavora soltanto sulla cellula, il digiuno lavora soprattutto nel ripulire il tessuto connettivo, dove le cellule vivono.
Poichè il digiuno ripulisce, rinnova, acidifica o alcalinizza il tessuto connettivo, le valenze terapeutiche del digiuno sono a livello globale, perché una cellula che vive in un ambiente che è diventato sano guarisce automaticamente.  Di conseguenza, tutte le malattie possono avere grandi vantaggi del digiuno.

Dai problemi cardiovascolari, cuore e arterie; poi malattie autoimmuni come psoriasi, asma. Alcune persone hanno visto cisti che si sono riassorbite, grazie alla terapia del digiuno controllato.
E’ molto potente il digiuno proprio perché ripulisce il tessuto connettivo.


Quanto deve durare il digiuno?
Anche un giorno di digiuno fa benissimo, ma per il digiuno catartico, quello che può resettare la sindrome metabolica, serve almeno una settimana, per avere una valenza terapeutica.

Quali sono i luoghi comuni sul digiuno?
– Si perde massa magra? No,  non è vero. Ci sono studi scientifici che provano come questo non sia vero, (approfondimento).
– Fa venire all’anoressia? No. Ma l’anoressia va curata con un percorso adeguato, non certo con il digiuno. 
– Il fatto di mandar via tossine dai tessuti intossica il sangue? Luogo comune ridicolo perché le tossine quando stanno nel connettivo sono tossiche per le cellule, se non vanno nel sangue come le butti via?

Gli studi scientifici sul digiuno che si stanno facendo, specialmente negli ultimi anni, non lasciano dubbi sulle sue valenze terapeutiche.

Naturalmente si dev’essere sempre seguiti da un digiuno terapista preparato.

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