Sindrome da Stanchezza Cronica: sintomi, cause e soluzioni

La sindrome da fatica cronica è  una patologia molto invalidante, che cambia e peggiora la vita di chi ha questa patologia, la CSF  e per questo cerchiamo di capire esattamente cos’è.

La sindrome da fatica cronica è una patologia che si manifesta con una vera e propria spossatezza,  disturbi della concentrazione, della memoria, una specie di influenza cronica, dolori muscolari e articolari, mal di gola, alle ghiandole, una febbricola, tutti sintomi che possono indicare una specie di influenza che perdura nel tempo.

Di questa patologia se ne parla poco perchè è  una di quelle patologie, un po’ come è addaduto anche con la fibromialgia, che sembrano essere un po’ dimenticate .

In realtà se ne parla soltanto ultimamente addirittura, basti pensare che il professor Umberto Tirelli, il massimo esperto italiano, fu l’unico rappresentante del nostro paese ad essere presente nella presentazione del protocollo Fukuda che permette di dare una valutazione ed una classificazione più concreta a questa patologia.
Oggi, per fortuna, ci sono più medici che incominciano a sapere diagnosticare questa patologia.

Nonostante ciò, sembra quasi una malattia rara ma in realtà è molto diffusa. Si stima che il 1% delle popolazioni italiana ne soffra; in realtà circa 300.000 persone sono state diagnosticate da questa patologia.
Il problema è che si vanno a diagnosticare soltanto le persone che ne soffrono in maniera molto grave,per cui si tende a soffrire di questa stanchezza cronica, questa sindrome che è una patologia vera e propria, ma si banalizza e può sembrare semplicemente un astenia, una spossatezza e purtroppo le persone tendono, in questo modo, a trascinarsi questo malessere per quasi 30 o 40 anni, per molta parte della loro vita.

E’ importante cercare di capire i sintomi di questa patologia e soprattutto cercare di capire se la medicina ha trovato dei test per capire se si è ovviamente malati.

Purtroppo oggi siamo ancora all’inizio, perché non abbiamo ancora dei marcatori, la difficoltà è quella di una diagnostica soprattutto strumentale, nel senso anche laboratoristica nel trovare dei markers o degli elementi obiettivi per fare diagnosi.  Perchè la diagnosi è essenzialmente clinica considerando appunto che il paziente lamenta alcuni disturbi la cui fatica rappresenta l’elemento essenziale, che deve essere lunga almeno sei mesi, protratta nel tempo.
Poi generalmente, a questi aspetti clinici come la fatica associata poi ad altri elementi basati su dei criteri clinici, in primis quello di fukuda del 1984 poi vi sono degli elementi che negli anni sono suggestivi per inquadrare meglio la sindrome è quello della ricerca di indici infiammatori, di pregresse infezioni virali, perché questo serve anche per un approccio terapeutico.

Quindi non esistono dei veri e propri marker per capire se sia questa patologia, se non una valutazione clinica perché purtroppo questa patologia viene scatenata da diversi fattori che possono essere infiammazione di vario genere oppure attacchi virali quindi delle alterazioni del sistema immunitario.

Quindi provenendo  da vari fattori scatenanti, ognuno dei quali ha dei marker prestabiliti, è difficile andare a stabilirne alcuni soltanto per la patologia della sindrome della stanchezza cronica.
Quindi rimane sostanzialmente l’aspetto clinico quindi si va dal dottore che deve cercare di essere preparato a tal punto da saper riconoscere questa patologia.
In taluni casi, purtroppo, è accaduto che i dottori abbiano scambiato questa patologia con la depressione,  quindi tendono poi a curarla con degli psicofarmaci che però non risolvono il problema.
Se una patologia è mal capita, mal identificata è  anche molto più difficile creare un modo per risolvere per guarirla.

Come la medicina ufficiale affronta la Sindrome da Stanchezza Cronica (CSF)?

Un primo approccio, di tipo cognitivo-comportamentale, è quello di saper gestire la malattia nel tempo è quello della riabilitazione. Sembra paradossale, ma la riabilitazione permette di gestire al meglio appunto le energie e poi quello farmacologico con farmaci sintomatici, per esempio per la fatica e ce ne sono diversi.

Farmaci che agiscono sull’aspetto immunologico che è considerato il fattore alterato in questi pazienti e poi anche farmaci sintomatologici per tutti gli altri sintomi che accompagnano la fatica.
Forse il limite è dato dal fatto che questi hanno una durata limitata.

Ma se non si arriva a comprendere il motivo e non si vanno a interrompere quelle sono le cause che portano le alterazioni del nostro sistema immunitario è evidente che si tenderà a trattare questi pazienti tutta la vita sempre con i farmaci senza però mai risolvere problema alla fonte.
Fortunatamente la medicina ufficiale si sta interessando a cercare di capire quali siano le cause che inducono la patologia della CSF.

C’è un rapporto diretto tra quella che è un’alterazione persistente del sistema immunitario e la presenza costante di questa patologia. Le malattie virali  inducono l’alterazione del sistema immunitario del paziente, ma come mai il nostro sistema immunitario, di fronte ad un attacco virale, non riesce a risolvere quindi rimangono nel nostro metabolismo una produzione di citochine infiammatorie che fanno persistere il problema. 

Quindi serve assolutamente la comprensione di questi fattori che inducono l’incapacità del nostro sistema immunitario a risolvere quell’infezione e quindi a far persistere questa alterazione; se non facciamo questo non si potrà tutelare le persone che potrebbero ammalarsi in futuro di questa patologia (prevenzione) né tantomeno curare le persone che soffrono tanti anni che potrebbero uscire in maniera definitiva.

Che cosa causa alterazione sistema immunitario? Qual è quell’ormone che induce il fenomeno principale, la spossatezza, nelle persone che soffrono di questa sindrome?
Alcune risposte si trovano in alcuni studi scientifici ed indicano che una spiegazione potrebbe essere trovata nella nostra dieta ricca di carboidrati ( pane pasta pizza patate riso legumi) e nella conseguente alterazione del microbiota intestinale che porta ad un’infiammazione e ad un’interazione con nostro sistema immunitario e quindi a tutta una serie di patologie che possono essere allergiche.
Inoltre questa alimentazione, a base di carboidrati, è la maggior responsabile del grasso addominale e dell’obesità.

Il responsabile del sintomo principale, la spossatezza, potrebbe essere, secondo alcuni studi, il cortisolo. Perché cortisolo, nelle persone malate di CFS a un’alterazione circadiana. Quando il cortisolo rimane basso, quindi non ha più il suo picco mattutino, le persone si alzano stanche ed hanno questa spossatezza durante il giorno.
Poi il cortisolo sembra essere responsabile anche dell’alterazione stessa del sistema immunitario in quanto le persone che hanno perso la circadianità del cortisolo poi  hanno difficoltà anche di regolazione del sistema immunitario.
Quindi, il cortisolo, da una parte è il responsabile di questo fenomeno di spossatezza e dall’altra è responsabile stesso delle alterazioni del sistema immunitario.

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