Piante che agiscono a livello epatico

Pianti colereticas e colagogas: Alcachofera, Boldo, Rosmarino, Dente di Leone, Timo, Fumerebbe, Milenrama, Bardana, Assenzio, Cicoria, Helenio, Helicriso, Agrimonia, Lavanda, Camomilla dolce, Melissa, Menziona, Menta, Salvia, Ortica verde, Celidonia.

BOLDO, Peumus boldus Molina,

Pianta originaria delle Ande Cilene. Si impiegano le foglie.

Contiene circa 20 alcaloidi, derivati di aporfina. Il principale, la boldina, esiste in una percentuale prossima al 30 percento del totale. Altri alcaloidi (reticulina) isocoridina, sparteina, eccetera. Contiene essenza ricca in cineol, p-cimeno, eucaliptolo ed ascaridol. Contiene anche flavonoides, pneumosido e boldosido, materie minerale, acido oegánicos, glúcidos e lipidi.

La sua azione principale: stimolante digestivo, colerético e colagogo.

Inoltre, azione diuretica, azione sedativa del sistema nervoso, dovuto alla boldina, azione antihelmíntica (ascaridol). A dose alta è ipnotico ed anestetico.

L’olio essenziale ha proprietà antinfiammatorie e carminativas.

Si raccomanda in digestioni lente, flatulenze, confusioni della vescicola biliare e fegato, calcoli biliare, tipico insonmio di malati epatici, etc.

A dose forte, soprattutto l’essenza, può produrre, vomiti, diarree ed alterazioni del sistema nervoso (effetto narcotico).

CELIDONIA, Chelidonium majus L.,

Si usa la pianta intera ed il lattice.

Contiene: Acido chelidónico, Gamma pirona dicarbónico, è un composto eterociclico ossigenato. Alcaloidi derivati della fenantridina, chelidonina, è il principale, cheleritrina e sanguinarina, e derivato isoquinoléicos: protopina e sostanze simili, alfa e beta allocriptopina, e berberina e sostanze simili (coptisina) stilopina.

Per il suo contenuto soprattutto in alcaloide possiede proprietà antispasmodice, coleréticas e colagogas, hipolipemiante, ac. chelidónico, sedativo del SNC, ipnotica, analgesica ed antitusivo di azione centrale. Antiasmáticas, antivírico ed antimitótica, sanguinarina e chelidonina.

Si usa in uso interno in disquinesias di vie biliari, bronchite, asma, tosse irritativa, etc.

Il suo succo è caústico e si usa in uso esterno per verruche e trippa.

A grande dose, l’ingestione della pianta fresca e del lattice, provoca sonnolenza, paralisi dei termini nervosi sensitivi e bradicardia. Darle mischiata con altre piante, mai sola per la sua tossicità e non amministrarla a dose elevata per molto tempo (citotóxico a grande dose dovuto alla coptisina).

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